lunedì 30 gennaio 2012

Dedicato alle farfalle...

Mirabile farfalla...



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giovedì 26 gennaio 2012

E CHI L'AVREBBE MAI DETTO!

A scuola succede anche questo...

Era di mattino presto. Le lezioni erano appena iniziate ed io ero felice: festeggiavo il mio diciannovesimo compleanno per la diciannovesima volta.

Sentii bussare lievemente alla porta e un attimo dopo mi si presentò davanti Michele.

Era insolitamente allegro e sorridente ed io stendevo a crederlo, ma era proprio lui e a testimoniarlo è la foto scattata sul momento (non potevo non farla).

Era anche straordinariamente gentile.

Aveva nella mano destra tre boccioli di rose rosse e nella sinistra un bicchierino di carta poggiato su un piattino bianco di ceramica con dentro un profumato caffè caldo: erano per me.

L'avevano mandato altri amici, ma lui si prestava bene nel ruolo del gentleman e, beh, devo ammetterlo, gradii molto l'omaggio. Tant'è che da quel giorno ho deciso di non festeggiare più il compleanno dei miei ennesimi diciannove anni: comincerò a festeggiare tutti i miei "non compleanni" con la speranza che la magia di quel momento possa ripetersi ogni giorno.

E non vorrei aspettare altri 14 anni per vedere di nuovo Michele nella versione in cui l'ho visto!!!

Insomma, Michele, sei stato bravo!!!

Volevi che io te lo dicessi pubblicamente e volevi anche la foto su questo blog: eccoti accontentato!

Ricordati però che gentilezza chiama gentilezza ed è solo così facendo che si sconfigge la mortificante routine della prassi quotidiana è come dire che nessuna riforma della scuola potrà garantire la serenità sul lavoro se noi non ci predisponiamo a investirci anche il meglio di noi stessi.

Grazie e continuiamo così...!






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martedì 24 gennaio 2012

Giornata della sicurezza in internet

Tra pochi giorni e precisamente il 5 febbraio, si sarà la Giornata della Sicurezza in Internet -"Safer Internet Day"-
Sarà un momento di riflessione sullo sviluppo delle nuove tecnologie nel campo della comunicazione on line.
Generalmente ci stiamo abituando a queste giornate di studio e di riflessione tanto che, pur conoscendo le iniziative in atto, poco partecipiamo e per niente riflettiamo.
Eppure l'argomento ci interessa da vicino.
Non occorrerebbe neanche andare lontano e arrivare al discorso sulle nuove frontiere on line della comunicazione per renderci conto della forte incidenza che quest'ultima, considerata in tutte le sue sfaccettature, ha sulla formazione dei nostri ragazzi.
Nei giorni passati quasi tutti noi siamo stati bombardati, assillati e soffocati, dalle notizie (o meglio dai gossip) dei mass-media sull'affondamento della Nave "Concordia" a tal punto che alla fine  ad affondare sono stati i nostri cervelli.
Anche i bambini subiscono lo stesso trattamento e spesso, non avendo filtri di moderazione,  non sanno reagire e permangono in uno stato di torpore e di angoscia che, unito ai sentimenti di paura e di smarrimento mal gestiti, compromette la loro serenità.
In classe abbiamo sondato il terreno del confronto sull'argomento e come sempre ci siamo accorte che i bambini sapevano tutto sull'accaduto: riferivano i fatti con il dettaglio dei particolari meglio di qualsiasi altra lezione di Storia e di Geografia imparata durante l'anno. 
Molto ci hanno sorpreso i loro commenti, le loro constatazioni e i loro disegni ma per discuterne in modo esaustivo avremmo avuto bisogno di mesi e non di poche ore di conversazione e di riflessione. E così accade anche per tante altre notizie e per tanti altri fatti che salgono all'onore (si fa per dire) della cronaca, e che grazie alla loro ridondanza multimediale incidono subdolamente sulle coscienze dei piccoli in ascolto che ignorati sistematicamente dagli adulti rischiano di rimanere nella fase  di "interdizione emotiva".
Su questo  argomento dovremmo riflettere davvero tanto e per questo ben venga il "Safer Internet Day"che ci richiama alla nostre responsabilità di docenti e di genitori  o meglio di educatori.


La Concordia affondata presso l'Isola del Giglio (Toscana)
Autore: alunno della classe prima

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venerdì 20 gennaio 2012

E' in partenza il trenino P.O.N...


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venerdì 13 gennaio 2012

Concorso di Natale: Il calendario dell'Avvento...

I vincitori del Concorso di Natale "IN CAMMINO VERSO LA LUCE" hanno ricevuto questa mattina i premi e i complimenti dalla dirigente, Debora Adrianopoli, mentre i compagni li applaudivano.

Le foto-ricordo dell'evento sono state pubblicate sul blog di Natale per visionarle basta cliccare sulla foto:




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mercoledì 11 gennaio 2012

Premiazione Concorso "In cammino verso la luce"


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domenica 8 gennaio 2012

IL NUOVO LOGO DELLA SCUOLA


Presentato e approvato dal Collegio dei Docenti il nuovo logo della scuola apparirà nei prossimi giorni sull’head dell’home page dei nostri siti quasi a suggellare lo spirito della nostra azione a favore della formazione globale dei nostri alunni.

Esso si configura con un’immagine monocolore che mette in primo piano gli alunni che percorrendo la strada della formazione, tracciata dalla matita che simboleggia l’azione della scuola, si preparano ad entrare con fierezza nella società rappresentata dagli edifici sullo sfondo.

Questa semplice immagine si presta a più interpretazioni di ordine psico-pedagogico tanto che ognuno potrebbe trarne personali spunti di riflessione. Certamente si evidenzia il cammino della formazione degli alunni che conduce all’ingresso della società. Il riferimento all’azione della scuola è chiaro e significativo perché solo attraverso la strada della formazione ossia la conquista dei saperi si può pensare di arrivare preparati alla meta ossia alla conquista di un ruolo attivo nella società, senza rischiare di rimanerne ai margini o di smarrirsi nei suoi intrigati meandri o addirittura di farsi schiacciare dai suoi complessi meccanismi.

La scelta poi del monocolore vuol essere un tacito invito all’uso degli altri colori per rendere l’immagine più vivida e più attraente e ciò in sostanza significa ravvivare l’azione didattica con l’allegria, con l’entusiasmo, con la passione, con il calore umano che facilitano di certo il successo formativo a tutti.

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martedì 3 gennaio 2012

"Per un made in Italy dell'Istruzione"

     
Interessante questo articolo  scritto dalla collega Claudia Fanti e inviatomi da Garamond per stimolare la riflessione sul ruolo dalla scuola in un periodo di crisi non solo finanziaria ed economica.  
Lo condivido a pieno e per questo lo socializzo volentieri pubblicandolo anche sul nostro blog affinchè l'anno nuovo inizia con la speranza che venga rivalutato il ruolo della scuola in questa nostra complessa e confusa società.
Buona lettura!


Per un made in Italy dell’istruzione
Mentre il governo in carica si affanna per riportarci almeno a galla, noi della scuola non sappiamo quale sia il nostro destino e quello delle nostre fatiche per reggere l’impatto del tempo tiranno in cui viviamo.

Eppure a qualcuno di noi piace ancora pensare a un futuro auspicabile nel quale sarà possibile insegnare e apprendere nel rispetto di ogni singolarità, umanità. Un rispetto che tenga conto dei volti delle persone che ci guarderanno dai banchi, nei corridoi spogli, nelle aule, nei laboratori. Ecco, mi piacerebbe che quando si scrive o ragiona di scuola, lo si facesse senza definire per categorie la cosiddetta utenza: i giovani, le famiglie, i disabili, gli stranieri…mi piacerebbe che si decidesse di “vedere” le persone e le loro infinite modalità di approccio all’esistente, al sapere, al quotidiano vivere.

La scuola dovrebbe essere tenuta al riparo da ciò che si definisce con il termine “pubblico” e da ciò che le manovre finanziarie ritengono di dover fare per ridimensionare, tagliare, diminuire anziché aumentare. E non importa che altre nazioni sappiano risparmiare, perché è proprio questa l’ora in cui non si dovrebbe risparmiare sull’istruzione, ma pensare alla sua dimensione espansiva. Le persone sono chiamate a fare sacrifici. Eppure perfino per reggere i sacrifici ci vuole una solida base culturale costruita con sapienza ed equilibrio.

E questo saper reggere non si impara dall’oggi al domani. Si apprende strada facendo con l’attitudine al lavoro di squadra, alla riflessione, con l’amore per il bello che si oppone al bello imposto dai consumi.

Perfino per incassare senza reagire con violenza a una manovra finanziaria durissima ci vuole una scuola che alleni in modo colto e arguto all’argomentazione, all’ironia, alla critica, al pensiero divergente.

Questa scuola non c’è da nessuna parte, né in Germania, né in America, né In Francia… e…neppure in Italia.


Ma in Italia ci potrebbe essere eccome: si pensi ai secoli di cultura, arte, bellezze, creatività che abbiamo alle spalle. Abbiamo mai veramente tenuto in seria considerazione ciò che siamo stati, le nostre origini? Ogni governo che si è succeduto, ogni ministro della pubblica istruzione non ha incentrato il proprio lavoro sul patrimonio e sulla storia specificamente italiana. Nessuno. Ci si è limitati a costruire programmi, Indicazioni, a trovare obiettivi e finalità per formare un cittadino al passo coi tempi contestuali guardando sempre a modelli esterofili.


Eppure non è così che si crea qualcosa che vada a sostenere la peculiarità italiana e la sua esigenza di far emergere la propria diversità in Europa.


Dovremmo pensare a una scuola media e superiore che in continuità con gli ordini che le precedono puntino in particolare (in forma strutturale e non come un qualche progetto sperimentale avulso dal lavoro ordinario e quotidiano) a valorizzare il patrimonio e a usare le materie in modo assolutamente finalizzato a sviluppare reti di esse: fra matematica e arte, fra lingua e matematica, fra storia e arte, fra geografia (andrebbe potenziata) e turismo, fra turismo e arte, fra lingua straniera e letterature, fra educazione tecnica e arte, fra geometria e architetture, fra lingua italiana e latina, fra latino e filosofia, fra filosofia, arte, ambiente, scienze naturali e natura in senso lato.


Dovremmo pensare a qualcosa di spiazzante che includa il valore che diamo quasi soltanto noi in Europa alla persona, qualsiasi siano le sue potenzialità, per mostrare all’Europa che c’è un’Italia che collabora con i propri specifici apporti, ma non subisce le peculiarità altrui. Un’Italia competitiva sul piano della cultura è quello che un governo dovrebbe costruire utilizzando ogni precario, ogni educatore, ogni docente anziano disponibile, ogni professionalità a disposizione, ma anche liberando, in modo assolutamente gratuito, l’accesso per le scuole ai musei, ai monumenti, a qualsiasi opportunità offra l’ambiente intorno. Proprio nel momento in cui la crisi si fa più pesante, si dovrebbe spendere per mostrare ai propri cittadini che non si viene meno alla tutela della cultura dei figli di tutti. Proprio in questo momento, più grande dovrebbe essere lo sforzo affinché le scuole di ogni ordine e grado non venissero ridimensionate, bensì incentivate, anche economicamente, per inventare nuove strade, nuovi percorsi culturali e metodologici al fine di reagire al degrado e alla disperazione dei suicidi (mi riferisco agli ultimi tragici avvenimenti umani di cui siamo stati impotenti spettatori).

Insegnare a diventare maestri di se stessi ad ogni persona con la quale ogni insegnante viene a contatto dovrebbe essere lo scopo di qualunque ricerca pedagogica, ma anche di scelte ministeriali, affinché ciascuna persona possa trovare dentro di sé la forza e le energie per dare qualcosa di prezioso alla società tutta. Ecco, insegnare a diventare maestra/o di se sessi è la sfida più grande e utile per ognuno e per la collettività.

Per realizzare questo, è chiaro che ogni ordine di scuola deve fare la propria parte abbandonando proprio gli idoli contemporanei della meritocrazia, andando verso una dinamica di classe e di istituto che apra la propria visone e con ampio respiro dia l’accesso alle proposte culturali che emergono sia dagli stessi alunni, sia dal mondo esterno dei media, dei quotidiani, dei musei, di Internet, ecc… Occorre che compiti in classe, interrogazioni e voti siano la parte minore dell’insegnamento, che venga ridimensionato il loro ruolo a favore della pedagogia conversazionale, della pedagogia della ricerca sul campo, della ricerca-azione, della scoperta in luogo della trasmissione, dell’accesso ai libri e alle biblioteche, in luogo del libro di testo che pure può servire come base da cui partire. Occorre che alunni e alunne possano usufruire durante la giornata extrascolastica di laboratori di lingua straniera, teatrale, scientifica, artistica (nel senso più ampio: musica, danza, scultura, artigianato…)…come e quando lo desiderano. Occorre che la scuola venga data alle mani dei giovani nella gestione di laboratori e idee da sperimentare e da proporre. Occorre che si capovolga il sistema: che ogni alunno/a senta la responsabilità del proprio apprendimento, che si renda conto che le potenzialità, lo stile, le modalità dell’apprendere e della costruzione del proprio futuro sono nelle sue mani. Occorre che gli insegnanti prendano atto di essere sapienti mediatori, accompagnatori, esploratori della realtà mutevole insieme con gli alunni e le alunne. La lezione frontale, che pure è utilissima per coordinare e informare, va superata, così come la rigida scansione alle medie e alle superiori di orari, materie ognuna a se stante, ognuna con il suo rituale di spiegazioni e verifiche, di compiti a casa il più delle volte non eseguiti o mal eseguiti. Occorre risolvere la questione annosa del tempo tiranno in favore di una didattica che punti sull’approfondimento e non sulla fretta e sulla quantità. In particolare bisogna evitare la canalizzazione precoce verso un mercato che restringerebbe le possibilità del singolo di autoconoscere le proprie tendenze e potenzialità nei vari campi del sapere e del saper fare.


Le generazioni a confronto non si devono fronteggiare, bensì incontrare sul piano delle diverse competenze, anche se con responsabilità distinte.

Occorre oggi più di prima che il Ministro si accorga che il problema della dispersione non si affronta richiamando all’uso della tecnologia che pure è utilissima, bensì con l’incentivare le attività che vedono insegnanti e alunni lavorare senza i lacci e i laccioli delle continue verifiche e dei punteggi. Occorre che si renda conto che le personalità degli alunni all’uscita dalla scuola elementare entrano in conflitto con un modo di concepire la scuola da parte degli adulti che è in contrasto con il loro desiderio di autonomia, di espressione, di creatività, di porre domande e ottenere risposte alla cui formulazione essi possano partecipare. Lo studio oggi è dinamico, fluido, in movimento. Oggi, la scuola può introdurre a qualsiasi mondo del sapere, in maniera più immediata con l’utilizzo sapiente di Internet. Poi può chiamare al rigore nell’apprendimento accompagnando i ragazzi e le ragazze a un lavoro di studio sulle tematiche scaturite in molteplici modi che coinvolgano essi stessi alla cooperazione e alla solidarietà fra i diversi stili di apprendimento e le differenti aspirazioni sia nella produzione di riflessioni personali, sia nella produzione di materiali, sia nell’organizzare forum, conferenze, scambi di vedute, aperture verso il mondo esterno con esperti in ogni campo. Si pensi ad esempio a un interscambio tra gli studi dei ricercatori dei dipartimenti di facoltà con quelli di giovani studenti delle superiori motivati ad arricchire le proprie conoscenze in ogni ambito.


Ma non basterebbe fornire di un tablet ogni banco! Assolutamente non basterebbe, se l’operazione non fosse accompagnata da un incentivare l’allontanamento dalla concezione che vede la scuola ingessata in rigidi sistemi di valutazione, i quali per loro natura impongono giudizi e voti a breve termine. Volere una scuola italiana, in stile storicamente italiano invece vuol dire renderla simile alle botteghe artigiane nelle quali l’apprendista si misura con la materia e con l’esperienza dei vecchi maestri per poi rielaborare, ricreare, arricchire di valore aggiunto con il lavoro gomito a gomito con il maestro e con i maestri di altre botteghe in una catena di magisteri che costantemente si rinnovano.

Occorre non temere di spendere affinché le classi siano gruppi numericamente ridotti, non di livello, bensì classi comunità nelle quali gli inclusi possano essere di stimolo gli uni agli altri nel rispetto delle diverse abilità, capacità e ruoli che i gruppi stessi si danno.


01 gennaio 2012


                                              Claudia Fanti
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lunedì 2 gennaio 2012

Buon anno a tutti!


Auguro di avere la Forza per continuare.

La Pazienza per riprovare se qualcosa è andata

in modo diverso da quello che si voleva.

Di avere la Capacità di vedere la

Bellezza dove altri non la vedono.

Di avere sempre la Speranza di un

nuovo Sogno e la Costanza di inseguirlo.

Di avere sempre occasioni di Dare e Condividere.

E la Saggezza di aspettare sempre il Meglio dal domani…

Auguri a tutti e Buon Anno 2012!

                                                        da  Maestra Amalia Sagristani
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Da "INFORMASCUOLA" -Aggiornamenti quotidiani on line sul mondo della scuola-

I materiali didattici degli anni precedenti sono stati archiviati nel sito della scuola, nella sezione "Videoteca-Scuola". Per visionarli cliccare sul seguente indirizzo: http://www.primocircolovico.gov.it/webschool3/index.php

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Sito scuola:http://www.primocircolovico.gov.it/webschool3/index.php

Dall'antico libro della saggezza....

“ Non inducete i ragazzi ad apprendere con severità e violenza, ma guidateli invece per mezzo di ciò che li diverte, affinché possano meglio scoprire l’inclinazione del loro animo” (Platone)