lunedì 27 aprile 2015

LA FORZA DEI DEBOLI: VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEMOCRATICHE

LA FORZA DEI DEBOLI

Posticipate le prove dell'Invalsi per colpire lo sciopero. Intervenga il Presidente della Repubblica


di Marco Barone -

Il primo giorno lavorativo successivo al 70esimo anniversario del 25 aprile è stato caratterizzato da una grande ed inquietante violazione delle regole democratiche che segue la pesante accusa di squadrismo a chi ha osato contestare, pur se vivacemente, l'attuale ministro dell'istruzione. Per il giorno 5 maggio era stato proclamato, da diversi mesi, lo sciopero contro le prove dell'Invalsi, cuore pulsante del sistema di valutazione nella scuola, ergo della riforma in discussione sulla scuola. Su questa data, successivamente, hanno deciso di confluire anche altre organizzazioni sindacali, per un grande sciopero democratico contro le riforme in essere che minano seriamente la scuola pubblica. Era nell'aria. Era nell'aria l'annuncio di un possibile rinvio delle prove dell'Invalsi previste per il cinque maggio.
E ciò è accaduto. Ora, le regole del gioco devono essere rispettate, specialmente da chi è articolazione dello Stato, ed in questo caso l'Invalsi lo è. Da dieci anni a questa parte le date delle prove sono state sempre comunicate tramite note, rispettate e l'unico rinvio possibile doveva avvenire per ragioni variegate ma da comunicare perentoriamente entro il dicembre dell'anno precedente. Questa volta si è andati oltre ogni immaginabile previsione. Regole del gioco violate, cambiate, ribaltate, durante il gioco, senza che la controparte possa tutelarsi in breve tempo in modo adeguato. Sia per una questione di tempistica, visto che la comunicazione è pervenuta ad una settimana esatta dalle prove del 5 maggio, sia per una questione procedurale. La controparte è portatrice di interessi diffusi e generali, garantiti dalla nostra Costituzione, quale il diritto di sciopero, e conseguentemente deve essere garantita anche la libertà dell'esercizio dell'azione sindacale.
Ora, tutto ciò, per il cinque maggio viene meno. Viene meno perché si neutralizza buona parte dell'effetto dello sciopero, raggirandolo, posticipando le prove, che, ricordo, non sono servizi minimi essenziali da garantire, come riconosciuto, precedentemente, anche dal Tribunale di Roma. Lo sciopero ha lo scopo di creare disservizi, di procurare anche danni economici, e tra le motivazioni adottate dall'Invalsi si legge che lo scopo del posticipo è dovuto anche perché “A questo si aggiunga il notevole danno economico conseguente la mancata utilizzazione dei somministratori esterni". L'Invalsi farebbe bene a preoccuparsi delle condizioni dei suoi lavoratori precari, piuttosto che adottare motivazioni che non hanno ragione di esistere. Perché pericolose, perché privano lo sciopero di uno dei suoi storici e consolidati obiettivi. Il Presidente della Repubblica è il garante massimo della nostra Costituzione, delle regole del gioco ad esse correlate. Ebbene, queste, in tale triste 27 aprile per la storia della Repubblica Italiana, sono state sistematicamente violate.
Che il nostro Presidente possa intervenire per ripristinare uno stato di normalità, che possa intervenire per affermare la sacralità del diritto di sciopero, che possa intervenire per il rispetto di tutti i lavoratori e le lavoratrici della scuola, che hanno subito un tale durissimo attacco. Ed ovviamente si auspica anche una dura e chiara presa di posizione da parte delle altre Organizzazioni Sindacali che hanno deciso di confluire nella data del 5 maggio, come già originariamente individuata dai Cobas. Perché qui non è in discussione l'interesse particolare di un singolo sindacato, qui è in discussione un principio generale che interessa e riguarda tutti e che rischia di essere da inquietante precedente per il futuro. Ho ricevuto, dopo la notizia del posticipo, tante telefonate, diverse mail, spesso dai toni caldi, ma una telefonata in particolare mi ha colpito. Una lavoratrice ha pianto. Ha pianto chiedendomi "ma a cosa serve più scioperare se cambiano le regole in corso? Quali sono i miei diritti? ". Mi tremano ancora le mani, al pensiero di ciò, e spero che sia il Presidente della Repubblica ad intervenire, tempestivamente, perché qui è in ballo non solo un semplice sciopero, ma la sussistenza della democrazia in questo Paese. Spero che questo appello, scritto a caldo, possa pervenire al Presidente, confidando in una sua presa di posizione netta, chiara ed inequivocabile in tal senso. Ma auspico anche la rimozione della Presidentessa dell'Invalsi dalle sue funzioni, per l'adozione del provvedimento come ora commentato.

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giovedì 16 aprile 2015

Un esempio di buona scuola...

Un esempio di Buona Scuola

di Anna Guarracino

Un bel esempio di Buona Scuola lo abbiamo avuto l’altro giorno a Vico Equense con il “Giorno della Formazione” promosso dalla dirigente del I Circolo Didattico, Debora Adrianopoli, e destinato nella prima parte del pomeriggio ai docenti e nella seconda parte ai genitori.
Il successo dell’evento si è visto sin dal suo inizio con la presenza compatta dei destinatari, ma il più è stato determinato dalla bravura magistrale della relatrice prof.ssa Annamaria Donnarumma, presidente della Ong PRO.DO.C.S, accreditata presso il Miur per la promozione della formazione,  che ha saputo coinvolgere tutti i presenti nell’ascolto prima e nel dibattito dopo.
Si è parlato, in particolare, della “Cittadinanza attiva”  e la relatrice, durante l’esposizione dell’argomento e la presentazione degli esiti della ricerca sulla formazione interculturale, attivata nelle scuole europee, ha dispensato suggerimenti sulle buone pratiche educative sia ai docenti sia ai genitori coinvolgendo entrambi in momenti significativi di discussione  e di riflessione sull’importanza del processo di educazione dei figli e degli alunni, in un’ottica più interculturale.
In particolare ha sottolineato l’importanza della condivisione dei principi educativi tra scuola e famiglia perché -ha spiegato- senza collaborazione e senza sinergia di intenti e di azioni non si va da nessuna parte.
Il processo di formazione, intesa anche come educazione interculturale, è più incisivo e fecondo nei primi anni di vita dell’educando che deve essere indirizzato alla piena consapevolezza del suo divenire cittadino attivo del mondo, se si vuole prospettare per lui un futuro più umano in un mondo migliore.
Il comportamento corretto in tal senso, al di là del proprio credo religioso e della propria filosofia di vita, deve essere esperito e vissuto nella quotidianità e si promuove con l’esempio, con la coerenza e con la persistenza.
Un soggetto in crescita e in formazione non va confuso con esempi di condotte contraddittorie né va condizionato dalle mode del momento o dai messaggi sublimali dei media, ma va educato con il dialogo continuo e aperto che deve stimolarlo al pensiero critico e costruttivo per renderlo sempre più consapevole, responsabile e attivo, in famiglia e a scuola.
Le buone condotte iniziano con semplici azioni basate sul rispetto di principi elementari di vita come quello di rendersi utile agli altri prendendosene cura, nel pieno rispetto della propria e dell’altrui dignità, e di rispettare le cose presenti nel proprio ambiente di vita.
Gli esempi di una pianta insecchita che va innaffiata, di una carta buttata a terra che va raccolta, di un compagno in difficoltà che va aiutato, hanno reso bene l’idea di come bisogna agire per aiutare il piccolo uomo, sin dalla prima infanzia, a sviluppare e a potenziare la sua sensibilità verso gli altri e verso il mondo.
Solo se riprendiamo in mano il filo della buona educazione possiamo tessere il bene nel mondo, migliorando i rapporti tra i suoi abitanti”-ha detto convinta la prof.ssa Annamaria Donnarumma per sottolineare che “cittadinanza attiva” non significa altro che divenire “buon cittadino”, consapevole della sua essenza, aperto alle esigenze dei suoi simili e sensibile alle problematiche ambientali.
Di qui l’invito a promuovere, a casa e a scuola, buone pratiche educative volte sviluppare e potenziare atteggiamenti positivi e costruttivi verso se stessi, verso gli altri e verso il mondo intero.
La lotta al consumismo, agli sprechi, al condizionamento dei media, al pensiero unico e/o acritico, alla massificazione è la via maestra da percorrere per poter realizzare a pieno i diritti e i doveri della nuova umanità.
In verità, ha precisato la formatrice, questi, ossia i diritti e i doveri, sono già stati ben sanciti dalle carte costituzionali nazionali e internazionali, ma ancora non hanno trovato piena attuazione.
Troppo spesso essi non sono neanche ben conosciuti e qui c’è anche la colpa congiunta della famiglia e della scuola che niente o poco hanno fatto per divulgarne lo studio e la comprensione.
Poi, la professoressa Annamaria, con continui e significativi richiami alla storia del passato, ha invitato tutti a fare una riflessione critica al proprio modo di agire nella società moderna che spesso non tiene conto degli insegnamenti che vengono dal passato come se esperienze già fallite in precedenza potessero, se ripetute oggi con gli stessi criteri e con le stesse modalità, portare ad effetti diversi. Non è così! Anzi la conoscenza del passato dovrebbe condurre a non sbagliare nel presente e a creare condizioni migliori per il futuro e di qui è scaturita poi anche la rivalutazione dello studio disciplinare, come quello della Letteratura, della Storia e della Filosofia, che rimane aspetto imprescindibile di una buona e salda formazione.
Oggi, lamentarsi non serve a niente: è molto più utile rimboccarsi le maniche, impegnarsi in prima persona; documentarsi, studiare e agire per il bene della collettività che non va intesa in senso ristretto come comunità di appartenenza ovvero come famiglia, come vicinato, come paese o città nativi, ma in senso allargato, come mondo intero.
Ha concluso il discorso la dirigente, Debora Adrianopoli, dichiarando la sua piena condivisione degli argomenti trattati e annunciando a tutti i presenti la scelta della Scuola, già deliberata dagli Organi Collegiali, di partecipare attivamente  alla sperimentazione delle nuove linee formative, a carattere interculturale, per la revisione dei nuovi curricoli scolastici.
L’anno prossimo -ha specificato la dirigente– la nostra scuola entrerà a far parte del gruppo sperimentale di ricerca per la formazione interculturale con il “Progetto Europeo F.A.R.E” e si attiverà nella direzione indicata dalla prof.ssa Annamaria Donnarumma. Pertanto, con l’inizio del nuovo anno scolastico, in tutte le classi della scuola si favoriranno nuove iniziative didattiche e si sperimenteranno nuove metodologie  che coinvolgeranno direttamente anche le famiglie.
Ben vengano queste iniziative che spingono un po’ tutti noi a riflettere sui tempi moderni e sulle possibili strade da percorrere per cambiare la rotta della nostra stessa esistenza, avviandola alla scoperta di nuovi orizzonti, di un diverso modo di essere, finalizzato all’affermazione di un nuovo umanesimo.

Questa è la “Scuola Buona” che tutti vogliamo per il prossimo futuro: una scuola attiva e presente sul territorio, centro permanente di Cultura e di Promozione umana. 







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martedì 7 aprile 2015

Da "INFORMASCUOLA" -Aggiornamenti quotidiani on line sul mondo della scuola-

I materiali didattici degli anni precedenti sono stati archiviati nel sito della scuola, nella sezione "Videoteca-Scuola". Per visionarli cliccare sul seguente indirizzo: http://www.primocircolovico.gov.it/webschool3/index.php

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Dall'antico libro della saggezza....

“ Non inducete i ragazzi ad apprendere con severità e violenza, ma guidateli invece per mezzo di ciò che li diverte, affinché possano meglio scoprire l’inclinazione del loro animo” (Platone)